Resisto dunque sono

Giunto alla 15^ ristampa, Resisto dunque sono è diventato un “must” che non può mancare nelle librerie degli sportivi, specialmente di quelli che praticano sport di resistenza (gli ultracyclist e ultragraveleur sono avvisati).
L’autore sostiene con certezza che gli esseri umani sono stati progettati per affrontare con successo difficoltà e stress. Gli uomini discendono da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Sono costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo gli uomini possiedono, come un dono, un insieme di risorse che hanno ereditato dal passato: è la “resilienza” ad essere la norma negli esseri umani, non la fragilità;

la “resilienza” psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative.

L’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni tende a non perdere comunque la speranza. La “resilienza” può essere potenziata, e l’autore, con esempi tratti dal mondo dello sport metafora della vita e ambito da cui mutuare metodologie ed esperienze – mostra come fare.

Un ottimo libro senza fronzoli inutili, per chi sta già lavorando sulla propria consapevolezza, arriva in modo diretto al punto della natura umana da dove bisogna partire; corpo e percezione.

La capacità di resistere allo stress, di superare gli ostacoli e di rimanere motivati nel perseguire i propri obiettivi: questa è la “resilienza”. Ho trovato estremamente interessante l’idea che la si possa costruire, allenare. E soprattutto insegnare alle nuove generazioni. Se lo sport deve servire per dare qualcosa di buono ai giovani, questa potrebbe essere la strada. Dai campioni dello sport e dalle loro storie possiamo apprendere tecniche e metodologie per portare nella vita – nella scuola, nel mondo del lavoro, nel quotidiano – la capacità di essere resilienti. È il mio augurio. Credo che oggi nel nostro mondo ci sia bisogno di molta resilienza.

Dalla prefazione di Cristian Zorzi – Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino 2006