Il futuro appartiene alle FREEgravel

Il movimento Gravel, lo sappiamo, sta crescendo a gran velocità e in modi diversi sta provando ad auto-definirsi, a crearsi una propria identità; l’offerta degli eventi oggi è molto variegata, il calendario gravel italiano – cosa che ci riempie di gioia – è sempre più fitto di appuntamenti e un appassionato può trovare l’evento adatto ai suoi gusti, dalla gravel “piatta” alla ultra-gravel all’hard-gravel impegnativa al limite del praticabile (spesso più adatte a delle mtb pure).
In questo vasto panorama, io tendo sempre a suddividere gli eventi gravel in due famiglie: FREEgravel o PAYgravel.
Sia ben chiaro, ognuno è libero di fare e organizzare come vuole il proprio evento, ma considerando che il Gravel è un qualcosa “fuori dagli schemi”, fuori dalle federazioni, fuori dal Coni… con uno spirito che potremmo definire ancora “randagio“, mi piace sognare che riuscisse a differenziarsi dal marasma delle XC o GF anche sul lato “iscrizioni” mantenendo quel clima turistico-goliardico-libero tipico degli albori della mtb.
Ora, sono sicuro che qualche organizzatore storcerà il naso e obbietterà “ma il lavoro di chi ci sta dietro?“; domanda legittima, ma allora è anche giusto farsi un esame di coscienza e capire la vera mission sul perché si organizza: è passione o è business?

i trofei della Into The Gravel – semplicità e creatività combinate assieme lasciano un bel ricordo

Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare a tre eventi virtuosi: Gravel Kask SoaveGra#fel e Into The Gravel, tutti organizzati con la forza della passione e con lo spirito di far divertire la gente e, guarda caso, totalmente FREE.
La Gravel Kask Soave è stata organizzata il giorno prima della GF Soave sfruttando e collaudando intelligentemente tutta l’area già allestita (una sorta di 2 in 1), mentre i ragazzi della Gra#fel hanno saputo far vedere le bellezze architettoniche e naturalistiche delle loro zone coinvolgendo gli enti locali e offrendo ristoro sul percorso e le docce all’arrivo, alla Into The Gravel oltre ad aver esaltato le regge e le oasi, hanno offerto gnocco fritto con salumi e regalato un simpatico trofeo a tutti i partecipanti. Esempi virtuosi che confermano il detto “volere è potere“.

gnocco fritto, birra e salumi per tutti alla Into The Gravel

In aggiunta va considerato che organizzare una gravel rispetto a un XC anche di livello provinciale (per prendere la meno costosa) è decisamente più facile con quasi nessun onere da sostenere.

Per concludere un piccolo suggerimento agli organizzatori: se volete creare un evento gravel, fatelo crescere (free) e una volta raggiunti numeri considerevoli, i soldi… chiedeteli agli sponsor 😉
E per noi graveleur, cerchiamo di premiare chi si sforza ad organizzare eventi gratuiti, partecipiamo in massa alle FREEgravel.

Alessandro M.

confronto oneri organizzativi Gravel XC
tracciare il percorso
ambulanza/e
fee FCI/altro
giudici
cronometristi
fettucciare il percorso
(e ripulirlo nei giorni a seguire)
moto apripista
personale sul percorso
docce
ristoro finale

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