Graveleur: Daniele Pelorossi

Nome Daniele
Cognome Pelorossi
Professione gestisco un’attività di noleggio e Tour in bicicletta a Pontedera, (Pisa).

> Ciao Daniele, che bici utilizzi?
La mia bici è una Zapier, marchio che nasce dall’artigiano Piero Zaccagnini , proprio di Pontedera e che stiamo cercando di far ripartire

> E invece… “LA” bici dei sogni?
Una Crisp , naturalmente in Titanio. Seguo da tempo l’artigiano americano e sono innamorato delle sue creazioni.

> Il tuo passato e presente in sella (esperienze e “carriera ciclistica”)
Come ho detto precedentemente mi occupo di noleggio e Tour in bicicletta, attività che in Toscana crescono esponenzialmente di anno in anno… La mia storia è abbastanza atipica, provengo da una famiglia di ristoratori e per quasi 20 anni ho lavorato in questo settore. La Passione per la bicicletta naturalmente l’ho sempre avuta, tanto da

lasciare definitivamente padelle e fornelli per dedicarmi anima e corpo
a ciò che mi rende più felice:
la bicicletta.

Da qui nasce Bikelicious! Da 4 anni accompagno turisti nelle splendide colline toscane, ricche di sentieri “Gravel” e di paesaggi mozzafiato!

> Se ti dico GRAVEL, cosa significa per te?
La parola Gravel ha sempre fatto parte delle mie uscite quotidiane e del mio lavoro, tanto che il 60% dei percorsi che faccio sono su strada sterrata. La Toscana è famosa per le sue strade bianche che ,a differenza di quelle convenzionali, ti permettono di stare a contatto con la natura, di goderti i paesaggi in assoluta tranquillità senza i pericoli del traffico e dell’inquinamento . Inoltre a differenza della MTB i percorsi sono più facili e percorribili da tutti

> Cosa ti piace e cosa NON ti piace di questo mondo (gravel) che in italia, seppur sia un fenomeno a livello embrionale, si sta rivelando in fortissima crescita.

Nell’ultimo anno il fenomeno Gravel in Italia
è letteralmente esploso,

nascono manifestazioni ovunque e molti ormai acquistano biciclette Gravel. Questa è un’ottima cosa e all’economia delle due ruote fa molto bene. Mi auguri solo che non venga troppo strumentalizzato da chi magari ci vede solo un guadagno e non un modo “totale” o “completo ” per andare in bici.